Perché il riso viene immerso nell’acqua?

riso

La maggior parte della popolazione mondiale si nutre principalmente di riso: ciò accade per lo più del Sud-Est asiatico a clima tropicale e subtropicale, una zona dove la pianta è nata ed è coltivata da migliaia di anni.

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Un po’ di dati

Vengono prodotti ogni anno circa 754 milioni di tonnellate di riso su oltre 150 milioni di ettari, dei quali 250.000 sono localizzati in Italia, quasi tutti in Val Padana soprattutto nelle province di Vercelli, Pavia, Novara, Milano, che assommano circa il 90% delle risaie italiane, a cui seguono Mantova, Verona, Rovigo e Ferrara.
Nei dintorni di queste città sono presenti zone adatte all’allagamento e disponibilità d’acqua a basso costo.

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Una pianta non acquatica

La pianta del riso non è una pianta acquatica, ma necessita di tantissima acqua per crescere e produrre i semi: ha bisogno di oltre 200 mm di pioggia al mese per i 3-4 mesi di coltivazione, una condizione che si può raggiungere solo nei Paesi d’origine, nelle aree tropicali, dove infatti il riso viene coltivato senza irrigazione.

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La risaia

Nel resto del mondo, dove le piogge non sono così frequenti il sistema più semplice per coltivare il riso consiste nel creare una sorta di grande vasca, all’interno del campo, piena d’acqua: la risaia.
La pianta è in grado di resistere alla sommersione grazie a particolari vasi presenti nelle radici adulte, che catturano l’ossigeno disciolto nell’acqua aerando le radici stesse, che così non vanno incontro a marciumi.

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La presenza dell’acqua

L’acqua ammortizza gli sbalzi termici a cui la pianta è molto sensibile: deve vivere a temperature costanti comprese tra 23 e 25 °C, quindi l’acqua riscaldata dal sole scalda le piantine e cede poi il calore nelle notti più fresche.

Infine, la presenza dell’acqua riduce la carica di malerbe che possono germogliare, selezionandole fra quelle specializzate per la vita in sommersione. Le infestanti si combattevano un tempo con sali di rame e scerbatura a mano, mentre oggi si affrontano con diserbanti chimici oppure con pacciamatura e sarchiatura nelle risaie biologiche.

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Consumi d’acqua mensili

In media il consumo d’acqua in un mese varia in base alla maggiore o minore permeabilità del terreno, ma in genere serve una portata continua di 1-5 litri al secondo per ettaro. Ciò significa che, in 5 mesi di coltura, una risaia di un ettaro consuma da 13.000 a 65.000 mc d’acqua!

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